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Corriere di Trieste Gennaio 1958

 

Rosignano alla Comunale Livio Rosignano, attualmente alla Sala Comunale d’arte, è una volta ancora a contatto col pubblico con la freschezza del suo colore e la serie costruttiva delle sue opere. Ogni sua mostra è stata una significativa tappa della sua produzione, e pur questa lo è, nella rivelazione d’orientamenti e raggiungimenti che sono la testimonianza d’un’arte in costante ascesa, sia pure nel limite di quel modulo “figurativo” che costituisce per così dire il suo polo di attrazione. Per chi voglia classificarlo sotto questo aspetto, il Rosignano resta tuttora l’artista “della realtà” sulla scia postimpressionista che fu agli inizi, ma la sua “maniera” trova ancor sempre nell’elemento trasfigurazione la sua particolare magia. Che nella pittora del giovane artista è poi il fatto essenziale, oltre l’esteriorità che nel suo dipingere potrebbe costituire anche il lato puramente edonistico. Né oggi, come ieri, va egli a cercar lontano i maestri e i motivi ispiratori della sua pittura. Si riassumono essi nel nome della sua città, Trieste, non inferiore a molte consorelle illustri per quanto ha ultimamente dato nel suo apporto all’arte figurativa in sede nazionale. E se Brumatti o Lannes, per citare qualche nome, possono già averlo influenzato, rimarcabile attualmente è il suo accostamento al Bergagna, col quale ora divide anche lo studio. Il bel colore, nell’estensione delle sue gamme accese vivacità, lo deriva ancora da un triestino – un decano che nell’arte ha il segreto della giovinezza perenne – e da quanto a un artista offrono pur sempre il nostro golfo e i dintorni pittoreschi della città. ER nulla ha tralasciato il Rosignano per serbarsi nella purezza di questa tradizione: angoli pittoreschi, dardeggiati dal sole o soffusi dei malinconici toni, entrati anche nel vernacolo dei Saba e dei Giotti, e il mare, e il cielo nella varietà incantevole delle gradazioni mai abbastanza godute, e il verdeggiare dei dintorni macchiato delle brulle sterilità carsiche, delizia dell’occhio e delle tavolozze che cercano di tradurrne l’incanto. Rosignano è tutto qui, artista che ama e dipinge e trasformare amore e colore. Così negli autunnali “Giardini” rossi, come nello spiovere pittoresco dei tetti di “via Rota”; nell’aperta estensione della “Raffineria Aquila” come nel delizioso “Cantiere edilizio”, o nel “Fumo bianco” e nei tanti momenti (“Barche e vagoni”, “Cantiere”, “Cortile con autocarro”, “Scalinata”, “La fontana”, “Tor Cucherna”) in cui lo artista coglie nel colore la intima nota del cuore. E valgano all’elogio suo in questa rassegna alla Comunale i bei ritratti (Ritratto del pittore V. Bergagna) “Pittore al lavoro” “Interno con i fiori” e i fiori, nei quali al tocco esperto del pennello unisce una non comune sensibilità.

Giusto Chersovani

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